Come lo scontrino digitale non rende la contabilità automatica

Come lo scontrino digitale non rende la contabilità automatica
Galeotta fu una pubblicità. È proprio il caso di affermarlo vedendo il focolaio che ha saputo scuotere la pubblicità studiata e voluta dall’Agenzia delle Entrate per promuovere l’entrata in vigore il 1° gennaio dello Scontrino Elettronico.

Secondo infatti lo spot pubblicitario dell’Agenzia delle Entrate, il nuovo scontrino elettronico faciliterebbe il reperimento dei dati fiscali delle operazioni per poi metterli a disposizione gratuitamente di intermediari o di operatori IVA, affinché abbiano un supporto nella compilazione della dichiarazione IVA  e nelle liquidazione d’imposta.

Non solo, dallo spot emergerebbe infatti, di come il 2020 rappresenti il passaggio della gestione della contabilità “manuale” ad automatica grazie al registratore di cassa telematico. Una “fake news” per dirla in termini moderni.

Come spiegato infatti anche dallo stesso Riccardo Alemanno, presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi: “Gli unici automatismi riguardano la contabilizzazione dei corrispettivi, da qui ad una contabilità automatica ce ne passa”.

Parole che assumono ancor più autorevolezza se si consulta anche la guida fatta dall’Agenzia stessa, in cui tuttavia, le parole “contabilità automatica” non vengono mai menzionate.

Si può quindi affermare che, lo scontrino elettronico non nasce per sostituire la contabilità “classica”, bensì come strumento che dovrebbe facilitare la caccia dall’evasore fiscale, in quanto i nuovi registratori di cassa automatici inviano direttamente i dati riguardo aperture, chiusure o periodi di inattività.

Soprattutto in questa prima fase, il lavoro del professionista risulta fondamentale soprattutto in presenza di alcune criticità che emergono dal meccanismo dei corrispettivi telematici, aspetti che non saranno risolti in tempi brevissimi.

Il ruolo (ancora) fondamentale del commercialista

Come accennavamo anche prima, lo scontrino elettronico non mette in soffitta la contabilità me di conseguenza non manda in pensione nemmeno i professionisti come ad esempio il commercialista.

Il lavoro di quest’ultimo potrebbe, soprattutto in questi primi tempi di vita degli scontrini elettronici, essere risolutivo almeno per due motivi:

  • Quando si esercitano più attività separate, il soggetto passivo IVA potrà utilizzare anche un unico registratore telematico per la trasmissione dei dati. Tuttavia, se le attività sono soggette a regimi Iva differenti, sarà necessario ricorrere a soluzioni idonee a distinguere i corrispettivi visto che il registratore telematico non è attualmente in grado di ridistribuire i dati all’una o all’altra attività
  • Altro esempio calzante, riguarda i “corrispettivi non riscossi”. Se infatti ci si trova in presenza di clienti abituali che pagano compensi per prestazioni nei loro confronti con cadenza periodica, il fornitore sarà chiamato a tracciare ogni singolo servizio. Si dovrà emettere un foglio in cui verrà specificata la mancata riscossione della compensazione con l’apposita dicitura “corrispettivo non riscosso”. Al momento del pagamento, potrà comunque essere ri-emessa un’altra fattura di tipo riepilogativo

Quali semplificazioni?

A conti fatti le semplificazioni di cui si fa portatrice e sponsor l’Agenzia delle Entrate sono veramente poche e allo stesso tempo non esclude l’intervento delle attività umane o “automatizza” la tenuta e l’obbligatorietà delle scritture contabili tenute sia ai fini civilistici che fiscali.

A questo vanno aggiunte le proteste dei commercianti oltre che alcuni svantaggi in termini logistici di primo piano: per i corrispettivi telematici condizione indispensabile è il possedere una connessione di rete buona, quando in realtà ci sono ancora diverse zone nel nostro paese, ancora isolate o comunque in uno stato di arretratezza digitale.

Tag: contabilità automatica, scontrini digitali, scontrino digitale