Dpcm 18 maggio: ecco le regole per la ripartenza

Dpcm 18 maggio: ecco le regole per la ripartenza – INTEGRATO GB
E’ stato raggiunto nel pomeriggio di ieri l’accordo tra Governo e regioni per la ripartenza e le riaperture delle attività lavorative da oggi, 18 maggio e valide fino al prossimo 14 giugno. Il patto è servito a dettare le linee guida alle attività che sono tornate a lavorare dopo due mesi di chiusura, e ovviamente a stabilire anche regole di sicurezza al singolo cittadino.

La comunicazione è arrivata nel pomeriggio con un comunicato stampa del presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine di un serrato incontro durato una nottata intera e prolungato a gran parte della giornata di domenica, con il Governo che ha chiuso una lunga giornata di confronto.

Il Governo si è impegnato a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni quale riferimento certo e principale dai cui far discendere i protocolli regionali. Non solo, ai governatori è stato concessa una delega per lo stabilimento di un ulteriore data rispetto quella del 18 maggio, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Le schede tematiche in cui il decreto è suddiviso, sono relative ai principali settori di attività, redatte tenendo in considerazione le priorità condivise:

  • Ristorazione
  • attività turistiche
  • strutture ricettive
  • servizi alla persona
  • commercio al dettaglio
  • commercio al dettaglio su aree pubbliche
  • uffici aperti al pubblico
  • piscine
  • palestre
  • manutenzione del verde
  • musei, archivi e biblioteche

Queste, contengono indirizzi operativi specifici validi per i singoli settori di attività, finalizzati a fornire uno strumento sintetico e immediato di applicazione delle misure di prevenzione e contenimento di carattere generale, per sostenere un modello di ripresa delle attività economiche e produttive compatibile con la tutela della salute di utenti e lavoratori.

In ogni scheda sono integrate le diverse misure di prevenzione e contenimento riconosciute a livello scientifico per contrastare la diffusione del contagio, tra le quali: norme comportamentali, distanziamento sociale e contact tracing.

Resta chiaro che, le schede di cui stiamo parlando saranno eventualmente integrate con le schede relative a ulteriori settori di attività, oltre che le stesse potranno essere modificate o annullate, a seconda dell’evoluzione dello scenario epidemiologico.

Sintomi e mascherine

Il decreto, all’articolo 1, stabilisce per chi ha un’infezione respiratoria caratterizzata da una febbre maggiore di 37,5 gradi, di rimanere presso il proprio domicilio e contattare il proprio medico curante, inoltre, per quanto concerne anziani e malati cronici, è stabilito che debbano restare a casa salvo necessità.

Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale, per la popolazione generale il Dpcm dà il via libera a quelle fatte in casa. Indossare una mascherina è obbligatorio nei luoghi pubblici chiusi e sui mezzi di trasporto, salvo diverse indicazioni — più restrittive — stabilite dagli enti locali.

Non sarà necessario indossarla all’aperto qualora ci si trovi in contesti non affollati, nessun obbligo di indossarla invece per i bambini di età inferiore ai sei anni.

Bar e ristoranti al via

Le attività delle strutture ricettive possono essere esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni con le linee guida, i protocolli e le linee guida adottati dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

I protocolli riguardano le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti, modalità di utilizzo degli spazi comuni, misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni, l’accesso dei fornitori esterni; modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive, lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti, modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno dei locali ed eventuali spazi limitrofi.

Viaggi e viaggiatori

Dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti casi: Stati membri dell’Unione Europea, Stati parte dell’accordo di Schengen, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, Andorra, Principato di Monaco; Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.

Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli indicati salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Prima del 3 giugno, chi arriva in Italia dall’estero, ad esempio per motivi di necessità e urgenza, oppure di salute, dovrà fare 14 giorni di isolamento fiduciario anche se è asintomatico e anche se giunto a bordo della propria auto privata.

Questi, sono chiamati obbligatoriamente a comunicare immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio il loro arrivo e “saranno sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata”.

Funzioni religiose

L’accesso in chiesa, in sinagoga e negli altri luoghi di culto è consentito solo nel rispetto della distanza di almeno un metro e di una serie di disposizioni volte a evitare assembramenti e contatti a rischio. Le funzioni che prevedono partecipazione di fedeli, saranno svolte nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza e delle rispettive confessioni.

Per quanto riguarda le messe cattoliche, i fedeli potranno accedere secondo percorsi differenziati di entrata e uscita e solo se muniti di mascherina: dovranno rimanere nel posto loro assegnato, a distanza minima di un metro l’uno dall’altro. Sarà il sacerdote ad avvicinarsi per l’eucaristia, lasciando cadere l’ostia nelle mani di chi la richieda.

E’ severamente vietato ogni contatto tra le persone in preghiera, compresa la stretta di mano come segno di pace, le stesse chiese saranno sanificate quotidianamente anche più volte al giorno qualora si celebri più di una funzione.

Cinema e teatro e manifestazioni pubbliche

Dal 15 giugno 2020 gli spettacoli con la presenza di pubblico in sale teatrali, sale da concerto e in altri spazi anche all’aperto, nonché le proiezioni cinematografiche sono svolti solo con posti a sedere preassegnati (vedi prenotazione online dei tagliandi) e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Il distanziamento sarà valido sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di spettatori distribuiti in questo modo: 1000 persone per spettacoli all’aperto; 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

Per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche, tutti i cortei restano vietati fino a data da destinarsi. Come si legge nel Dpcm, “lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore”.

Chi resta ai box

Mentre scatta il via libera per la riapertura di piscine e palestre dal prossimo 25 maggio, (unica eccezione la Lombardia), non si accende ancora il semaforo verde per le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e locali assimilati. Vale lo stesso anche per le discoteche e le sale da ballo.

Rimangono ancora sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali.

Di seguito, riportiamo il link da cui è possibile accedere al testo in pdf del decreto, in tutti i suoi undici articoli e 17 allegati.

Tag: Decreto Rilancio, Dpcm 18 maggio, Fase 2