Fase 2: quali novità nel DPCM del 26 aprile?

Fase 2: quali novità nel DPCM del 26 aprile?
E’ stato illustrato in conferenza stampa il nuovo Dpcm deciso dal Governo per fronteggiare quella che dal 4 maggio sarà la fase 2 di questa lunga lotta al Coivid-19. Il premier Conte ha quindi illustrato nella prima serata di ieri agli italiani quelle che saranno alcune libertà riacquistate a due mesi dall’inizio della pandemia che aveva portato l’Italia e in rapida successione tutta l’Europa, ad optare per il lock down. Il decreto avrà validità sino al 17 maggio prossimo.

La data del 4 maggio quindi, come preventivato già, segna un primo traguardo tagliato in questa emergenza, uno step comunque importante per la vita socio-economica del paese, che vedrà una progressiva ripartenza e riapertura per le imprese manifatturiere, di costruzione e di commercio all’ingrosso, con la possibilità già da oggi 27 aprile di potersi recare nella propria sede di lavoro per dare il via alle attività necessarie e propedeutiche alla riapertura.

Potranno essere svolte a partire già da questa settimana, sempre in ottemperanza a quelle che sono le norme di sicurezza sia nei luoghi di lavoro sia quelle adottate per prevenire nuovi contagi, le attività di effettuazione di tutti i lavori di manutenzione e sanificazione per il rispetto dei protocolli.

Le “nuove” libertà riacquistate

Andiamo quindi a vedere nello specifico quelle che saranno le “nuove” libertà riacquistate nel Decreto illustrato ieri sera dal primo ministro Conte, decreto che potrà però essere ancora per qualche giorno modificato, o meglio, aggiustato, fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Sempre tenendo conto delle misure di distanziamento di almeno un metro l’uno dall’altro, considerando il divieto di spostamento da una regione all’altra e pur sempre muniti obbligatoriamente di dispositivi di protezione come guanti e mascherine, da lunedì prossimo sarà possibile:

  • Spostarsi per recarsi a far visita ai congiunti, si dovrà garantire ugualmente la possibilità di non creare assembramento, ecco perché sarà possibile fare visita ma sarà vietato radunarsi ad esempio per poter pranzare o cenare tra parenti

 

  • Si potrà avere libero accesso a parchi, ville e giardini pubblici, gli ingressi ovviamente saranno contingentati e si dovrà rispettare dagli altri fruitori la distanza di sicurezza prevista dalla legge

 

  • Ci si potrà allontanare dalla distanza di 200 metri stabilità dal precedente decreto, per la pratica di attività motorie e sportive

 

  • Saranno consentite le cerimonie funebri, la partecipazione sarà esclusiva però dei parenti di primo e secondo grado, comunque fino ad un massimo di 15 persone

 

  • Nelle università, nelle istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica e negli enti pubblici di ricerca possono essere svolti esami, tirocini, attività di ricerca e di laboratorio sperimentale e/o didattico ed esercitazioni;

 

  • È consentito l’utilizzo di biblioteche, a condizione che vi sia un’organizzazione degli spazi e del lavoro tale da ridurre al massimo il rischio di prossimità e di aggregazione e che vengano adottate misure organizzative di prevenzione e protezione

 

  • Per i ristoranti resta consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, ma anche la ristorazione con asporto

 

  • Saranno consentite le sessioni di allenamento degli atleti, rispettando il distanziamento sociale, a porte chiuse, possibile invece la ripresa degli sport di squadra dal prossimo 18 maggio

 

 

Precisazioni utili

Come abbiamo avuto modo di leggere sin qui, saranno molte le attività che potranno riprendere l’attività lavorativa quotidiana, di pari passo, si è assistito ad un allentamento della corda delle restrizioni, con un alleggerimento delle strette imposte fino ad ora.

Dando per scontato che non si è ancora fuori pericolo e che un’impennata dei contagi comporterebbe una brusca retromarcia e ritorno inevitabile alla situazione vissuta anche solo un mese fa, è chiaro che la soglia di attenzione deve restare alta da parte di tutti.

Ecco perché è bene fare delle precisazioni riguardo ai punti stillati in precedenza: per congiunti sono intesi ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti. In un primo momento non rientravano i partner non coniugati per rito civile o religioso, nel pomeriggio il Governo però ha optato per un’ulteriore apertura, permettendo anche la visita o l’incontro anche tra partner non coniugati.

Possibile ma non certo, che tale punto possa essere modificato dopo le tante polemiche sorte sin dal post conferenza stampa, e quindi permettere anche l’incontro ad esempio tra fidanzati.

Per quanto riguarda la fruizione die parchi, viene affidata ai sindaci la possibilità poter disporre della chiusura degli stessi (così come quella delle aree gioco per i bambini) qualora vi siano casi di non rispetto delle regole di distanziamento oppure non via siano le condizioni per poterle garantire.

Per quanto concerne la graduale ripresa delle attività sportive, riguarderà atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.

Riguardo le funzioni funebri, si consiglia di svolgerle preferibilmente all’aperto ove possibile, indossando mascherine protettive e rispettando le distanze.

Quali tempi per le altre attività?

Dicevamo che il presente decreto, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni ed avrà validità per le prossime due settimane. Quali scenari si aprono quindi dal prossimo 18 maggio?

In teoria, se la situazione non dovesse subire peggioramenti, la data del 18 maggio dovrebbe corrispondere ad un semaforo verde per la ripartenza di tutte le attività al dettaglio, musei, mostre e biblioteche, mentre dal 1° giugno, via libera a bar, ristoranti, parrucchieri, centri estetici e tutti quelli per la cura delle persone.

Ovvio, com’è stato più volte ribadito anche nel corso della conferenza stampa di ieri sera, che ai fini del contenimento della diffusione del virus, tutti le persone presenti su suolo italiano dovranno utilizzare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento del distanziamento fisico.

Allo stesso tempo si ricorda che non sono soggetti a tale obbligo, bambini al di sotto dei sei anni oltre che i soggetti non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Per la cittadinanza, dopo i no delle prime settimane, potranno essere utilizzate mascherine monouso o lavabili, anche quelle autoprodotte. Anche per queste la condizione necessaria sarà quella di essere mascherine prodotte in materiale multistrato che garantisca adeguata protezione, confortevolezza, respirabilità e la dovuta copertura dal mento fino al di sopra del naso.

Resta comunque fortemente caldeggiato, l’incentivo allo smart working per tutti quei lavoratori e relative aziende che avranno possibilità di portare avanti il proprio lavoro direttamente da casa senza dover necessariamente raggiungere studi, uffici o comunque la propria sede di lavoro.

Tag: DPCM 26 aprile