Pace Fiscale: quali proposte allo studio della Commissione Finanze?

Pace Fiscale: quali proposte allo studio della Commissione Finanze?
E’ stata elaborata in sede referente una proposta di legge durante la seduta dello scorso 25 giugno dalla Commissione Finanze: l’obiettivo quello di studiare disposizioni concernenti la definizione agevolata di imposte, atti di accertamento, riscossione e contenzioso tributario per favorire la ripresa economica nazionale.

Quello a cui la Commissione sta lavorando, è la proposta di nuove misure di pace fiscale che possano permettere a ciascun contribuente di definire la propria posizione con il fisco in modo del tutto nuovo e in maniera sostenibile.

Andiamo quindi a vedere a quali soggetti sono destinate nelle intenzioni queste misure, l’eventuale estensione della pace fiscale e date dei versamenti contenute nella proposta.

Pace fiscale: chi viene incluso e chi no

I soggetti ai quali la norma viene destinata sono rappresentati da:

  • I titolari di reddito d’impresa
  • Gli esercenti arti e professioni
  • La società e i rispettivi soci
  • Gli imprenditori agricoli titolari del solo reddito agrario e le imprese di allevamento

Verrebbero altrimenti esclusi, coloro che non hanno presentato la dichiarazione non indicando in essa il reddito di impresa o di lavoro autonomo anche detto reddito “dominicale”; nelle intenzioni, si vorrebbe anche escludere:

  • coloro che hanno dichiarato ricavi o compensi con importo annuo superiore a 5.164.569 euro;
  • coloro a cui è stato un avviso di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta sul valore aggiunto o dell’imposta regionale sulle attività produttive, nonché un invito al contraddittorio innanzi all’amministrazione fiscale, relativamente ai quali non è stata perfezionata la definizione automatica.

Infine, strada sbarrata anche ai soggetti nei confronti dei quali è stata esercitata l’azione penale per i reati tributari, della quale il contribuente ha avuto formale conoscenza entro la data di definizione automatica.

Nel caso di avvisi accertamento parziale a fini IVA, definitivi alla data di entrata in vigore di quella che è la legge attualmente in fase di studio, la definizione è ammessa a patto che il contribuente versi le somme derivanti dall’accertamento parziale con esclusione delle sanzioni e degli interessi, entro la prima data disponibile.

Definizione automatica

La definizione automatica inibisce l’esercizio dei poteri di accertamento in materia di imposte sui redditi e in materia di IVA, a decorrere dalla data del primo versamento e con riferimento a qualsiasi organo inquirente, fatte salve le disposizioni del codice penale e del codice di procedura penale, limitatamente all’attività di impresa e di lavoro autonomo.

La definizione automatica esclude inoltre l’applicabilità delle presunzioni di cessioni e di acquisto, a fini di accertamento IVA; l’inibizione dell’esercizio dei poteri e l’esclusione dell’applicabilità delle presunzioni sono opponibili dal contribuente mediante esibizione degli attestati di versamento e dell’atto di definizione in suo possesso.

Pace fiscale entro il 31 ottobre 2020

Quello che si è pensato durante i lavori della Commissione Finanze in merito alla data dei pagamenti, gravita attorno alla data del 31 ottobre 2020, seguendo eventualmente, alcuni criteri come:

  • Il versamento in una unica soluzione entro il 31 ottobre con l’applicazione di uno sconto sull’importo complessivo calcolato pari al 40%
  • Il versamento tramite rateizzazione mensile da esaurire nei cinque anni seguenti con l’applicazione di uno sconto del 20% sull’importo complessivo ed un tasso di interesse del 2%
  • Il versamento mediante rateizzazione esauribile nei 20 anni successivi ed un tasso di interesse del 3%.

Quello che si profila all’orizzonte è un decreto avente natura non regolamentare da parte del Ministero dell’economia e delle finanze per definire le classi omogenee delle categorie economiche, metodologie di calcolo per l’individuazione degli importi da versare per aderire alla definizione agevolata e i criteri per la determinazione delle relative maggiori imposte, mediante l’applicazione delle ordinarie aliquote vigenti in ciascun periodo d’imposta.

Nelle intenzioni, sarebbe un successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate a definire le modalità tecniche per l’utilizzo del sistema telematico per la presentazione delle comunicazioni inerenti la definizione automatica da parte dei contribuenti e le modalità di versamento da effettuare entro il 31 ottobre.

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