Proroga Stato d’emergenza: cosa cambia?

Proroga Stato d’emergenza: cosa cambia?
Il capo dello Stato Giuseppe Conte ha firmato il provvedimento con il quale ha prorogato lo stato di emergenza fino al prossimo 15 ottobre prossimo. La firma è avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri, 29 luglio, dopo il via libera da parte della Camera, innescando non poche polemiche soprattutto dalle opposizioni.

Il documento è stato approvato con 286 voti a favore, 221 contrari e 5 astenuti.

Da qui ai prossimi mesi, poteri straordinari verranno riconosciuti in mano al Governo, che dovrà continuare a gestire cercando di ridurre e contrastare i rischi di una nuova ondata di contagi: la certezza è infatti che oil virus non è ancora debellato ed è in circolazione.

Da qui alla prossima metà di ottobre, al Governo saranno riconosciuti poteri straordinari, finalizzati appunto alla gestione di quella che è una situazione complessa e che non conosce precedenti: l’esecutivo si avvarrà quindi della facoltà di poter prendere decisioni senza dover osservare un lungo iter di approvazione o revisione.

Proroga delle misure urgenti connesse

La proroga dello stato di emergenza, porta con se anche il prolungamento di una serie di misure che interessano il mondo del lavoro, della scuola e della sanità. Semaforo verde quindi per l’estensione di:

  • Possibilità di effettuare o continuare lo smart working fino al 15 ottobre
  • Interventi per edilizia scolastica;
  • Reclutamento di medici di medicina generale e pediatri di libera scelta;
  • Permanenza in servizio del personale sanitario;
  • Assunzione di specializzandi;
  • Abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo e il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale sanitario;
  • Potenziamento delle reti di assistenza territoriale;
  • Disposizioni per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale per facilitare l’acquisizione di dispositivi di protezione e medicali;
  • Distribuzione dei farmaci agli assistiti e di sperimentazione dei medicinali per l’emergenza epidemiologica;
  • Misure di protezione a favore dei lavoratori e della collettività;
  • Potenziamento dell’assistenza ai connazionali all’estero in situazione di difficoltà;
  • Continuità dell’attività formativa delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica;
  • Disciplina relativa al Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19;

Poteri speciali alla Protezione Civile

Tra le varie misure di potere che vanno quindi a confermarsi, merita una menzione a parte i poteri speciali per la Protezione Civile: essendo in presenza di eventi emergenziali eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo così come le emergenze di rilievo nazionale connesse con eventi calamitosi di origine naturale o derivanti dall’attività dell’uomo, la Protezione civile è tenuta ad agire.

Lo stato di emergenza autorizza anche il ricorso a procedimenti burocratici più snelli. Dall’approvvigionamento di materiale sanitario alla concessione di appalti, tutto può seguire tempi più celeri.

Ne sono un esempio concreto i DPCM, che come abbiamo già visto permettono di chiudere enti pubblici o scuole, o isolare determinati territori, imporre restrizioni a viaggi, spostamenti o attività di genere: Governo e Protezione Civile saranno autorizzati ad agire prontamente tutte le volte che lo riterranno necessario per il bene comune.

Conte in aula

Questa mattina Giuseppe Conte è intervenuto ancora in Aula, un lungo intervento per sottolineare e difendere la scelta fatta dal governo all’indomani della votazione:

La proroga, se si epura la discussione da posizioni ideologiche, è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata, fondata su valutazioni squisitamente tecniche. Non sto dicendo ovviamente che è preclusa una valutazione politica, anzi oggi vi viene richiesta, ma voglio dire che il governo sta operando questa valutazione sulla base di mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida, reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione. Sono affermazioni gravi che non hanno nessuna corrispondenza nella realtà“.

Se non si condivide la necessità di prorogare l’emergenza lo si dica in modo franco al governo ma non si faccia confusione sulla popolazione, perché oggi sui social c’è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d’emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. Non è affatto così“.

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