Specializzazione antifrode UE: quali vantaggi per i commercialisti?

Specializzazione antifrode UE: quali vantaggi per i commercialisti
Una nuova specializzazione per i dottori commercialisti che vogliono diventare esperti nel contrasto alle frodi comunitarie. Da oggi 10 febbraio, prende il via il corso di formazione online organizzato dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.

Qual è l’obiettivo di questo corso? Quello di formare profili validi da inserire in un elenco specifico e distinto, dal quale potranno attingere in caso di bisogno le regioni che distribuiscono i fondi comunitari, nel caso sia necessario l’ausilio di controlli mirati.

Un ciclo di programmazione che apre ai commercialisti stesso la possibilità di incrementare e render salda la propria attività professionale, considerato che l’istituzione di questo elenco, dovrebbe aprire secondo una stima degli esperti, la possibilità di un milione circa di nuovi incarichi lavorativi.

I docenti del corso saranno esperti del ministero dell’Economia, dell’Agenzia per la coesione territoriale, della Corte dei conti, e del Comitato per la lotta contro le frodi nei confronti dell’Unione Europea. Riassumendo, ad avvicinare i commercialisti alla materia dei fondi strutturali, sono praticamente i soggetti istituzionali che intervengono nel processo di controllo dell’erogazione e della spesa dei fondi UE.

Punto forte del corso è il fatto che sia stato pensato per essere svolto in modalità e-learning, accessibile tramite la piattaforma del Cndcec, così facendo il professionista che deciderà di iscriversi potrà decidere da se quando frequentarlo, in tempi e orari più congeniale a lui e alle sua attività quotidiane.

Unico vincolo, l’obbligo di averlo frequentato e completato entro il 31 dicembre 2020. La formazione consisterà in dodici ore complessive, ripartite in quattro moduli a loro volta suddivisi in tre ore. Terminata la teoria relativa ad ogni modulo, il professionista dovrà affrontare e superare un test che certificherà o meno la promozione in virtù del capitolo affrontato.

La seconda fase del corso

Fin qui abbiamo parlato di quella che è la prima parte del corso, che non termina certo solo con il superamento dei test al termine di ogni modulo studiato.

La seconda fase del corso è legata alla definizione degli standard per i controlli di primo livello sulla gestione dei fondi strutturali con il fine di portare uniformità all’interno di un contesto piuttosto variegato visto che ci sono delle check list nazionale con le quali si affrontano le attività di verifica, tuttavia declinate a proprio piacimento da ogni singola regione.

Il Consiglio nazionale dei Commercialisti ha quindi deciso di mettere le mani in pasta sulla questione varando questo progetto, che è nato in via sperimentale in varie regioni d’Italia come Abruzzo, Campania, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia autonoma di Trento, la quale ha aderito in maniera spontanea all’iniziativa.

Sono quindi queste le regioni che hanno avviato il monitoraggio ai commercialisti già esperti di fondi strutturali. A coordinare la raccolta dei diversi sistemi di controllo regionali, ci sarà un apposito tavolo creato e gestito direttamente dal Cndcec, al quale aspetterà il compito di raccogliere i dati ed elaborare standard di comparazione che possano essere validi per tutti e che possano essere posti al vaglio dei tavoli istituzionali.

Una volta terminata la formazione dei commercialisti, questi potranno avere accesso da un elenco apposito dal quale le Regioni andranno ad attingere qualora ci sia la necessità di reclutare i controllori della gestione dei fondi UE.

La bontà del progetto messo in piedi e che viene alla luce a partire da oggi, è stata più volte sottolineata anche nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio Nazionale ei Commercialisti, Massimo Miani, secondo cui: “Il nuovo strumento di verifica che stiamo mettendo a punto ha possibilità di successo anche perché abbiamo una presenza capillare sul territorio nazionale. Un segnale di come i professionisti possono lavorare per l’interesse generale”.

Tag: Commercialisti, Frodi UE, specializzazione antifrode


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